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Due to the fact that the Blog is a source of a lot of SPAM, I've decided to close it. But here you can find in Italian or English some important material for your researches, with the chanche to add comments. Vito liuzzi

LA CONDUZIONE DELL' ARCO

BOW CONDUCTION

In queste mie brevi considerazioni su come condurre l' arco all' italiana correttamente non riuscirò certo a fornire tutti gli elementi che solo un Maestro è in grado di fornire ai suoi allievi guardandoli direttamente sul posto, in aula. Quindi prendete i miei consigli per quello che possono essere ed al massimo vi invito a visitare sul mio sito la pagina che si chiama "Bow and fingerings", all' interno della quale potrete trovare delle foto di un certo interesse ed altri piccoli accorgimenti che vi permetteranno di migliorare, lo spero, la vostra condotta dell' arco sul contrabbasso. Il sito di riferimento è sempre il mio www.vitoliuzzi.com . Purtroppo sul web non credo che ve ne siano altri che possano fornire delle valide indicazioni, altrimenti ve li avrei già segnalati. Una buona lettura è sempre quella del Manuale di Alfredo Trebbi ("Novissimo Manuale Semiserio -Il contrabbasso) facilmente rintracciabile su Internet.
Uno dei primi aspetti che riguarda la conduzione dell' arco riguarda la presa dell' arco all' italiana ed alla francese pura. Nella prima, che sembra sia stata adottata da Isaia Billè, il pollice della mano sinistra si viene a trovare nella parte alta della U del nasetto, mentre in quella alla francese la posizione del pollice si trova quasi a ridosso della bacchetta. Lo si può vedere benissimo nelle foto della pagina del mio sito. Cosa cambia? Moltissimo! Quella che io ho sempre utilizzato è la presa all' italiana con il pollice nella parte alta della U del nasetto, ma c'è stato Giovanni Bottesini o il nostro Stefano Sciascia che sono assertori che la presa alla francese simil- violino sia quella più apprezzabile. In questa sede non starò a fare delle inutili diatribe su quale sia la migliore visto che entrambe portano a risultati praticamente identici. Del resto basta guardare la Scuola dell' Arco di Rabbath (alla francese pura) per comprendere come sia solo uno studio serio dell' arco a portare l' allievo a determinati risultati. Per l' arco all' italiana consiglio di osservare con attenzione i video di Petracchi o di Alberto Bocini i quali sono i maggiori esperti di questa particolare conduzione dell' arco che offre il solo vantaggio, non secondo a nessuno, di ottenere una presa salda dell' arco che permette di poter qualsiasi colpo d' arco senza che i crini fruscino sulle corde ma rimanendo ben aderenti alla corda, con un' innegabile capacità di avere un suono estremamente focalizzato e ben potente anche quando si suona nei pressi del ponticello. Nella presa dell' archetto all' italiana è bene comprendere come una volta inserito il pollice nella parte alta della U del nasetto o tallone, le altre dita si devono disporre in maniera rilassata sulla bacchetta che viene così avvolta, dando la possibilità al contrabbassista di utilizzare più o meno peso sulla stessa in base al colpo d' arco che deve eseguire od al fraseggio che intende dare allorquando si debba eseguire un qualsiasi studio, brano da concerto o passo orchestrale. In linea di massima le altre dita vengono così disposte: il mignolo avvolge la bacchetta alla fine del nasetto, l' anulare ed il medio si dispongono avvolgendo la stessa bacchetta all' incirca in corrispondenza dell' occhio del nasetto, l' indice si appoggerà su questa bacchetta in maniera da essere leggermente distanziato dalle altre dita ed in posizione curvata all' altezza del primo metacarpo. Più facile a vedersi che a descriversi! Naturalmente sarà l' insegnante a correggere eventuali errori di postura che le dita dovessero assumere specie quando si tira l' arco nelle prime lezioni di studio. In questo modo la presa dell' arco deve essere inizialmente ben salda, senza che le dita oscillino fra di loro e solo in un secondo momento lo studente, in base alla propria predisposizione, riuscirà a capire se e come far muovere l' intero apparato delle dita in base al brano o colpo d' arco che va a suonare. Ma questo in un momento successivo! Inizialmente concordo sul fatto che la presa dell' arco debba essere poco articolata e ben stabile o ferma altrimenti si corre il rischio di assumere delle posizioni veramente errate e poco proficue. Una volta risolto questo grande problema dell' impugnatura della mano sinistra nel nasetto e sulla bacchetta, occorrerà cominciare a tirare l' archetto sulle corde vuote cominciando dal RE per poi passare al Sol, qui di nuovo Re, La Mi, La e Re. Insomma la corda vuota di riferimento dovrebbe essere sempre la seconda perchè è quella più centrale a tutto lo strumento ed è qui più facile imparare a tirare l' archetto sulle corde vuote. Se volete dal sito indicato in Bow and Fingerings potrete stampare e quindi fare il download dei miei personali appunti mai pubblicati della "Condotta dell' arco sulle corde vuote": una serie di esercizi ben mirati che vi serviranno, forse, a migliorare la vostra conduzione dell' arco con tutta una serie di esercizi di rafforzamento e di indicazioni da parte dell' autore, cioè mie! La perpendicolarità dell' arco e l' uso di tutti i crini. Inizialmente, una volta impostata la mano sinistra, lo studente, facendo uso di uno specchio in cui guardare la propria posizione, dovrà sempre tirare l' arco con tutti i crini e facendo in modo che la bacchetta sia sempre perpendicolare alla corda che si suona. Questo è un accorgimento fondamentale visto che spesso si comincia a tirare l' arco in maniera totalmente sbagliata, con l' archetto che va su e giù per la corda ed un suono che non è assolutamente focalizzato. Anche qui il principio fondamentale è quello della rilassatezza (v. Alfredo Trebbi). Non bisogna assolutamente alzare la spalla sinistra, anzi questa deve essere tenuta bassa il più possibile in modo che l' arco possa scorrere su tutte le corde senza che si creino tensioni di alcun genere. Per abituarsi a tirare la corda in maniera perpendicolare è bene far uso di mollette per stendere i panni che collocate nei punti giusti delle altre corde permettono all' arco di non subire inizialmente spostamenti verso l' alto o verso il basso che sono assolutamente deleterii in questa prima fase di impostazione dell' archetto. Non ho foto a proposito, ma forse qualche docente avrà pure a sua disposizione un particolare aggeggio che segua questo scopo ma che purtroppo non è mai stato brevettato. Ricordo che il mio di insegnante, il maestro Michele Cellaro, se lo fece costruire appositamente e devo dire che dava ottimi risultati in breve tempo. In caso contrario ricordatevi sempre di tirare l' arco nello stesso ed identico punto della corda in modo tale che allo specchio la bacchetta si deve confondere con i crini: in questo modo, utilizzando tutti i crini, la vostra conduzione dell' arco sarà a dir poco perfetta. Successivamente, con l' esperienza, imparerete ad utilizzarne la quantità necessaria in base all' effetto sonoro che volete ottenere (un suono più debole e quais frusciato, una sonorità in pianissimo ecc. ecc.). Il concetto di velocità costante. Se non comprate prima del contrabbasso un bel metronomo molto sonoro è inutile che cominciate gli studi!! Il metronomo, infatti, adeguatamente settato, vi offrirà la possibilità di suddividere l' arco prima in quattro parti, poi in tre, quindi in due, in uno ed infine in otto. In quest' ultimo caso io lo faccio usare molto lentamente nei pressi del ponticello in modo tale da tentare di far ottenere all' allievo il miglior timbro possibile per il suo contrabbasso. Esercizi che vanno eseguiti molto gradualmente e che a seconda della qualità di studio del discente possono richiedere più o meno tempo. L' arco dovrà essere tirato con velocità sempre costante e mai accelerato o ritardato. Ad esempio, all' inizio le quattro parti dellaa bacchetta dovranno essere suddivise in maniera estremamente uguale, sia che si suoni in punta od al tallone. Questi esercizi a determinate velocità potranno permettervi un domani di gestire il vostro arco nella maniera a voi più consona e con grande perizia tecnica. Utilizzo del polso della mano sinistra. Il polso della mano sinistra non va solitamente tenuto in linea coll' avambraccio ma si deve flettere di pochissimo in avanti e ciò per permettere allo stesso di farvi ottenere col tempo tutti i più virtuosistici colpi d' arco scritti per il contrabbasso. L' errore più frequente è che flettendo di poco il polso in avanti l' archetto non assuma più la sua posizione perpendicolare ma si inclini in avanti, suonando così in obliquo. Errore gravissimo! L' insegnante correggerà questo difetto atroce cercando una nuova disposizione delle dita della mano sinistra sulla bacchetta ed in questo modo e con lo studio costante le vostre potenzialità di suonare in maniera virtuosistica con l' archetto diventeranno molteplici.
Queste sono solo alcune riflessioni generali e ricordate che la Scuola dell' Arco non ha mai fine! Solo controllandosi ad uno specchio sarà possibile comprendere i reali miglioramenti. Successivamente ognuno personalizzerà il proprio modo di conduzione in base alla propria fisionomia ma senza mai discostarsi dalle regole generali. Per ulteriori dubbi contattatemi utilizzando l' apposita parte relativa ai "commenti" che trovate sotto ogni post.

Vito Liuzzi

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CATALIN ROTARU and JULIANA D' AGOSTINI

http://liuzzivito.blogspot.com/2011/12/catalin-rotaru-new-cd-with-juliana-d.html

 

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NEWS- AVAIBLE CD ROTARU- D'AGOSTINI

martedì 10 gennaio 2012

NEWS- CATALIN ROTARU and JULIANA D' AGOSTINI CD NOW AVAIBLE (Vito Liuzzi)


http://www.soundset.com/cd_detail.php?disc=133&fb_source=message

GO HERE AND BUY THIS HIGH RECCOMEND CD (the cd of 2012)

These are Rotaru words:I have some good news! The CD is now available for download on the "Soundset Recordings" website (for a very low price $12) and in a few weeks it will also be on iTunes. They will also make a physical CD for people interested in getting a real CD, although, as they told me, the future will be in downloadable media as physical CDs will cease to exist. Anyway, we still have to upload some info, like bio and reviews but at least people have access to it now

MORTO a 55 anni STEFANO SCODANIBBIO (vito liuzzi)

Macerata, 10 gennaio 2012 - Stefano Scodanibbio è morto nella notte tra domenica e lunedì. Scodanibbio è morto a 55 anni in Messico, nella citta' di Cuernavaca, dopo una lunga malattia.
 
"Parafrasando John Cage, posso dire che Stefano Scodanibbio era un musicista magico’’. Cosi’ Massimo Puliani, docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e al Dams di Bologna, ricorda Scodanibbio. "Solo con il suo maestro Fernando Grillo - continua Pulliani - ebbi la stessa fascinazione e quel senso di stupore per l’arte della composizione derivante da uno strumento a corde. Il contrabbasso per Stefano era invece un immenso mondo di suoni, ora armonicamente ordinati ora straordinariamente percussivi".

 

 Macerata, January 10, 2012 - Stephen Scodanibbio died in the night between Sunday and Monday. Scodanibbio died at age 55 in Mexico, in the city 'of Cuernavaca, after a long illness.
 
 "To paraphrase John Cage, I can say that Stephen was a musician Scodanibbio magic.''Cosi 'Maximum Puliani, a professor at the Accademia di Belle Arti in Macerata and at the DAMS of Bologna, remember Scodanibbio." Only with his master Fernando Grillo - continued Pulliani - I had the same sense of wonder and fascination for the art of composition resulting from a stringed instrument. The bass Stefano was rather an immense world of sounds, sometimes harmoniously ordered extraordinarily percussive hours. "

IL CONTRABBASSO CLASSICO BLOG

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LA TESI: come prepararla (spunti e riflessioni)

TESI DI LAUREA in CONTRABBASSO - (vito liuzzi)

Scrivo a braccio alcune considerazioni che mi tormentavano in mattinata prima di andare in Conservatorio e vorrei condividerle con voi. Come si scrive una tesi di laurea in contrabbasso? Si, proprio in contrabbasso poichè sul web vengono fornite numerose indicazioni su come si scrive un tesi di laurea in generale, ma quella in contrabbasso può diventare addirittura una montagna da scalare per la scarsezza delle fonti. C'è da precisare! Le fonti ci sono e sono anche tante ma in Englese e non tutti i neo dottori in Contrabbasso della nostra patria italica sono al corrente di questa meravigliosa lingua ormai divenuta quella più internazionalizzata. Lo dico perchè molti hanno fatica a tradurre il mio sito www.vitoliuzzi.com che è scritto in un inglese molto semplice e maccheronico, figuriamoci se devono andarsi a tradure tutto il Brun. E' una follia! Certo i traduttori funzionano relativamente bene, almeno il senso di una frase ce la fanno capire, ma i termini tecnici non sono proprio alla loro portata. Comunque è meglio che ci siano che non, altrimenti saremmo nel caos totale. Ho letto molte tesi di contrabbassisti americani o inglesi o di chi mastica questa lingua e sono veramente fatte a livello universitario. Questo livello io, ahimè, lo conosco perchè ho frequentato Giurisprudenza e qui ci sono migliaia di fonti a disposizione per poter impostare al meglio la propria tesi. Ma veniamo a noi. Una tesi in contrabbasso od in generale non deve essere ne troppo lunga nè eccessivamente breve, visto che dimostrerebbe la pochezza delle letture e di ricerca fatte durante gli anni. Manteniamoci non tanto su di un numero di pagine misto, ma cerchiamo a nostre parole di scrivere qualcosa di realmente interessante, che sia il frutto di ricerche incrociate e non monotematiche. Innanzitutto è bene precisare il titolo della tesi, visto che da qui poi andremo avanti per incroci e risalite e per ritornare poi a delle Conclisioni valide sotto il profilo generale. Facciamo un esempio. Se scelgo di parlare di Bottesini è cattiva cosa prendere una fonte e copiarla senza alcuna discussione sopra. Altra cosa se prendiamo Bottesini e lo inseriamo nella vita musicale dei suoi tempi. Perchè Bottesini aveva e riscuoteva tanto successo? In questo modo il discorso si fa più ampio e possiamo fare delle ricerche sulla musica ottocentesca del periodo in cui Bottesini è vissuto. E queste fonti le possiamo attingere da tanti libri. Poi ci potremmo chiedere perchè la musica di Bottesini come contrabbassista sia stata a quel tempo più rinomata di quella sua stessa di tipo cameristico od orchestrale? Era una buona musica? Bottesini come veniva considerato come compositore più che come contrabbassista? E le sue opere per contrabbasso perchè sono state tanto degradate dai critici nelle epoche successive? Allora qui le fonti possono essere tante poichè uno va alla ricerca di Bottesini e di coloro che su di lui hanno scritto per capire se era più un fenomeno da baraccone o un genio incompreso. In questo modo stiamo procedendo ad incrocio e nulla di quello che andremo a dire è scontato. Mi raccomando alla chiarezza espositiva. Una tesi col taglio giornalistico è più apprezzatta di una dove si sa dove comincia il soggetto ma poi le relative diventano così tante che anche chi scrive non sa più dove andare a parare. In questo lavoro incrociato, se il tesista propende per la bellezza di un' Elegia, per esempio, si potrebbe fare aiutare dal docente di composizione del Conservatorio e chiedergli se dal punto compositivo ci sono errori oppure se la genialità bottesiniana non poteva raggiungere più alte mete per mancanza di mezzi compositivi propri. Quindi si potrebbe accostare un pezzo di Bottesini a quello di altro autore Ottocentesco ma più rinomato per ribadire la propria tesi che il Bottesini alla fin' della fiera è stato anche un discreto compositore e direttore d' orchestra. Oppure, perchè proprio lui venne chiamato a diirigere da Verdi l' Aida in occasione dei festeggiamenti dell' apertura del Canale di Suez in Egitto? Si possono riscontrare fonti epistolarie o un carteggio fra i due che ci permettono di capire da dove nasce la stima per Bottesini. E tutto questo che vado dicendo senza andare a toccare fonti in Inglese ma solo Italiano. Per concludere, quindi, dicendo che il Bottesini era un musicista a 360° non legato solo al suo amato Testore ma visto negli ambienti musicali dell' epoca anche come un musicista, compositore e direttore di una certa affidabilità. Cero le fonti possono essere pure in Inglese ma sarebbe preferibile tradurle in modo tale che anche una Commissione poco avulsa a questa lingua ci capisca qualcosa. Naturalmente evitate di copiare in toto il materiale che vi passa sotto mano e se lo fate utilizzate le virgolette per far capire che quelle sono cose non scritte di vostro pugno. Naturalmente il numeretto ed a piè di pagina l' indicazione della fonte ben precisa. Queste sono regole generali, come il fatto che la tesi contenga una prefazione dei ringraziamenti e solitamente nella parte finale la citazione delle foonti per intero, cosa importantissima per una Commissione che deve vedere e giudicare fino a che punto i famosi incroci si sono sviluppati. Un lavoro serio e mirato che non deve essere preso sottogamba solo perchè si è in grado di suonare la Tarantella di Bottesini a 200 km./h. Fate lavorare la vostra fantasia e se è il caso approfittate anche delle competenze dei docenti di storia della musica, che spesso possono fornirvi strumenti di indagine a voi sconosciuti. Ecco! Questa potrebbe essere una tesi interessante ed anche decisiva sul voto finale. Potete largamente utilizzare il mio Blog che ormai è ricco di notizie o di aneddoti, oppure il mio sito e di tutti quelli come Silvio dalla Torre hanno pensato di scrivere e costruire un sito più per gli altri che per dimostrare le proprie più o meno grandi capacità strumentali. A parte che in certi siti, e sono tanti, non vi è assolutamente niente da prendere se non il curriculum vitae di chi lo ha "redatto".
Chiudo qui perchè devo anadare. Leggetevi il materiale in Italiano che c'è e magari confrontatelo fra di loro, magari noterete un sacco di discrepanze e questo potrebbe essere oggetto di una tesi di studio.

In bocca al lupo e ... non esiste solo il contrabbasso!! :-)!!

Vito

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Mazas - 12 Etüden für Kontrabass opus 36
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LE FAMOSE "QUINTE" DEL PETRACCHI

Osservazione

Brevissima osservazione.

Mettendo a disposizione tutte le mie scarssisime conoscenze di un PC, sono riuscito ad estrapolare dal famosissimo Metodo del Petracchi "Simplified higher technique for double bass" (Yorke Edition), un rigo di pentagramma dell' altrettanto celebre esercizio sulle "quinte" per fare una breve osservazione che spero possa essere utile soprattutto ai giovani che stanno affrontando questo importantissimo studio. Naturalmente i più esperti e gli insegnanti sanno benissimo di cosa parlerò e mi spiace solo che la scannerizzazione sia venuta un pò male; ma comprate il libro e tutto vi sarà più chiaro!! Spero che il Petracchi non si alteri per aver reso pubblico questo pezzettino del suo magnifico libro ormai celebre in tutto il mondo. Confido nella sua clemenza.
Come fare per rendere più veloce questo esercizio, più agile?
C'è un piccolo sistema che non credo di aver scoperto io per primo ma che ritengo possa essere relativamente importante.
Analizziamo solo la prima battutta, quella segnata fra due sbarre (se si vedono).
Le note sono in sequenza:Mib-SIb-La-SIb-Mi (naturale) Fa ...ecc...
Bene, se facciamo attenzione in questa battuta, come in tutte le altre, si potrebbe applicare al "tecnica dell' anticipo" che è un concetto semplicissimo e di facile realizzazione.
Se eseguiamo lentamente la prima sestina di note notiamo che dopo aver suonato le prime tre note alla quarta nota (il Sib che precede il Mi naturale) si può far subito scattare il 2 (o 3° dito) sulla seconda corda per anticipare il Mi naturale. Nel senso che quando sto suonando quel quarto SIb col 4° dito, immediatamente il 2 (o il 3) si  dispongono già sulla seconda corda, anche se ancora deve essere suonato. In pratica il Mi naturale "viene anticipato" e immediatamente dopo verrà suonato. E' più facile a farlo vedere dal vivo che a descriverlo a parole.
Questa che ho definito "tecnica dell' anticipo del 2 (o 3)" credo che sia nota un pò a tutti, ma inizialmente bisogna studiare anche il resto dell' esercizio molto lentamente, prima di tutto per capire meglio l' intonazione, e successivamente per rendersi capaci di anticipare il 2 sulla seconda corda mentre si sta suonando ancora il Sib col 4 sulla prima corda. Si tratta di una frazione di secondo, ma nel mio piccolo ritengo che se l' allievo riuscirà in questa "pseudo-tecnica" potrebbe essere più avvantaggiato nel momento in cui dovrà eseguire tutto l' esercizio a velocità più adeguate.
Lo stesso tipo di anticipo si potrebbe fare anche al capotasto, anche se in questa zona della tastiera le cose diventano sempre più complesse (come ad esempio l' intonazione che sicuramente è più comoda al manico). Ma credo anche che il bravo studioso  che applica il principio della gradualità metronomica, e cioè lavora prima lentamente per acquisire la tecnica ed esecuzione giusta e gradualmente velocizza l' esercizio, potrebbe trovare giovamento anche nelle posizioni a capotasto dove, ripeto, l' intonazione si fa sempre più labile. A presto.... anzi spero che non ci siano Commenti a questa nefasta descrizione di una tecnica millenaria conosciuta da tutti.

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"We all must thank you, Dear Vito, for your tireless work for all of us bassists!"  You are doing so much for your colleagues and your art.

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"Andante Affettuoso" di ROSANNA CARNEVALE

Ricordando Giuseppe Maria MARANGONI (1866-1945) "Anna e Pietro si lasciano andare in una esecuzione sul filo della memoria di una musica ormai totalmente interiorizzata e si guardano, di tratto in tratto, in una straordinaria muta conversazione d'intenti.

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