VIOLONE o CONTRABBASSO in J.S. BACH???

LELY, 1649

IL RUOLO DEL VIOLONE e DEL CONTRABBASSO nella musica di J.S. Bach

Riporto quasi integralmente il bellissimo saggio di PAOLO ZUCCHERI (contrabbassista barocco e docente) che si può trovare ne "Il contrabbasso e dintorni" (vol.1 Collana "I quaderni del Conservatorio") a cura di ALFREDO TREBBI. Sicuramente sarà molto istruttiva come lettura e si potranno chiarire molti aspetti che riguardano la musica Barocca in generale, specificatamente analizzando la figura del violone e del contrabbasso nella musica di J.S. Bach.
"Mi è stato chiesto di illustrarvi il ruolo del violone e del contrabbasso nella musica di J.S. Bach (1685/1750) a partire dal concetto di "prassi esecutiva barocca". Nella mia esperienza di musicista specializzato in repertorio barocco, ritengo che il mio compito non sia solo quello di eseguire una partitura con gli strumenti dell' epoca, utilizzando le corde in budello, ma cercare di comprendere ciò che l' autore, Bach per esempio, voleva esprimere. In ciò mi viene in aiuto la c.d. prassi esecutiva barocca. Semplificando possiamo dire che essa consiste in:
analisi delle partiture originali, studio di regole e dettami (che ci sono stati tramandati attraverso cronache e trattati scritti da specialisti e compositori, su come comportarsi per fare musica ed eseguirla nel modo ritenuto al tempo più corretto) e conoscenza degli strumenti dell' epoca. Per comprendere il violone in Bach è necessario ricostruire la pratica strumentale che caratterizzaa il suo periodo storico e che noi possiamo conoscere solo a partire dalle fonti storiche dell' epoca. E' Philipp Spitta (1841-1894), biografo e studioso di Bach, il primo a credere che solo attraverso il recupero della pratica dimenticata si poteva recuperare lo spirito di Bach: "E' importante chiarire i fondamentali principi di Bach che sottolineano l' esecuzione dei suoi accompagnamenti; per questo , il più grande acquisto dell' arte di quel periodo è, ai giorni nostri, quasi estinto, ed una parte essenziale delle possibilità nell' eseguire i lavori di bach, accessibile ai giorni nostri, ancora riposa in attesa del suo dovuto risveglio". Per ascoltare quello che Bach voleva esprimere, sostiene Charles Sanford Terry (1864/1936) bisogna resuscitare gli strumenti obsoleti che egli usava. Solo gli strumenti che Bach usava, in altre parole, potevano esprimere la sua musica in mdo che ogni c.d. modernizzazione poteva ostacolarne la comprensione. ... Per concludere, ho aggiunto un esempio di un trattato dell' epoca del tedesco J.Joachim Quantz, compositore, flautista e teorico musicale... Violone o contrabbasso? Date queste premesse, quali sono gli strumenti che Bach usa nella sua epoca? Bach parla di Violone. Ma a quale tipo di strumento fa riferimento Bach quando parla di violone? La questione è complicata. Nel panorama europeo, lo standard del registro di accompagnamento degli strumenti del basso continuo, nel diciassetesimo secol, suonava nel registro di otto piedi. I musicisti si riferivano a canne e o a strumenti nel registro di siedici piedi, quando si riferivano a strumenti che suonavano un' ottava sotto. Nonostante gli strumenti dell' epoca, inclusi gli organi tedeschi esistenti, suonassero in registri estremamente gravi, rimane da chiarire esattamente quando gli strumenti nel registro di sedici piedi sarebbero divenuti di uso generale. Si può, cioè, parlare in tale periodo di contrabbasso?
Nel diciassetesimo secolo in Italia i contrabbassi nel registro grave erano rari e cominciarono ad essere usati, nelle grandi orchestre operanti nei centri urbani, solo intorno al 1670. In francia, dominata della persuasiva influenza della Petite Band di Lully, lo strumento più grave in uso era il BASSE DI VIOLON o violino basso, uno strumento leggermente più grande del violoncello, ma intonato un tono intero più basso. In Germania, l' influenza italiana e quella francese si scontrano con le innumerevoli e radicate tradizioni locali. Dall' analisi delle fonti si possono individuare nel paese, all' epoca di Bach, tre tipi di strumento che vengono chiamati, indifferentemente, violone: 1) il piccolo violone a sei corde, accordato in G, che suona la notazione reale, 2) il grande violone contrabbasso in D a sei corde, che raddoppia all' ottava contrabbassa, 3) il violono grosso a quattro corde che scende al C grave. Nonostante la letteratura scolastica abbia affermato che Bach usava solo uno strumento che suonasse nel registro dei 16 piedi, da un esame più approfondito delle fonti originali, pare che durante i diversi momenti della sua vita, il compositore abbia fatto uso di tutti e tre i tipi di strumento.
Violone e contrabbasso nei Concerti Brandeburghesi?
Un caso pratico può fornire un utile esempio della presenza di violone e contrabbasso nell' opera di Bach. Esaminiamo i concerti brandeburghesi. Nella partitura di tutti e sei i concerti è specificato il ruolo del violone. Vengono riportati nome, altezza e uso.
Gli studiosi sono unanimi nel ritenere il violone di Bach, nei Brandeburghesi, come un grande contrabbasso che suonava un' ottava sotto le note reali.
Le parti del violone dei Brandeburghesi sembrano accreditare questa affermazione: nel 4° e 5° Concerto evitano il C grave (sotto il pentagramma del basso continuo); ciò indica la presenza di un grande violone da gamba accordato in D. Le parti dei concerti n. 1,3, e 6 sono più difficili da determinare perchè il violone legge la stessa parte del clavicembalo. I problemi sorgono con il 2° Concerto: Bach dà al violone una parte propria dove indica frequentemente l' uso del C grave. Si potrebbe pensare che, in questo caso, il compositore abbia commesso un errore. Eppure l' accurata preparazione della partitura dedicata espressamente al Margravio di Brandeburgo, ci suggerisce che questo giudizio è troppo affrettato. E se si considera il fatto che Bach ha composto questi sei concerti in un periodo di otto anni, può essere credibile che l' insieme delle parti di violone non rappresentino un unico strumento.
Rileggendo i Concerti Brandeburghesi alla luce delle fonti storiche che parlano di tre varietà differenti di violone, pare che tutte e tre le varietà di violone, citate nelle fonti storiche, siano state utilizzate.
E' sorpendente che Bach nomini differentemente i partecipanti della sezione del continuo, in ogni lista del gruppo degli strumenti, trovato nei manoscritti dei sei Concerti. Ulteriore complicazione dell' assortimento è la separata e, spesso, conflttuale lista degli strumenti, posta vicino ad ogni pentagramma della partitura. La Tabella 1 ci fornisce un confronto di queste due liste di nomi specifici. Solo nel 1° concerto si parla di violono grosso (in realtà questa indicazione è un' aggiunta successiva che Bach ah indicato, con dell' inchiostro nero, sul pentagramma del continuo). Senza dubbio qui bach intendeva un grande strumento che suonava nella gamma dei 16 piedi. In tutti gli altri Concerti il violone è inserito sia come violono che come violono da ripieno eccetto che nel 3° Concerto dove Bach lo esclude dalla lista degli strumenti.
Il 4° concerto è un chiaro esempio di parte ben distinta per violone nella tessitura dei 16 piedi. Qui Bach, sicuramente, intendeva il grande violone in D: questo strumento, accordato una settima minore sotto il violoncello doveva evitare le note che non poteva raddoppiare all' ottava inferiore.
Il primo movimento di questo concerto contiene ripetuti esempi dell' intenzione di evitare il C grave. Nel secondo movimento questa intenzione è ancor più palpabile: qui il violone raddoppia nota per nota la linea del violoncello e quella del clavicembalo, eccetto in un punto, a battuta 31, dove questa discen de al C grave. Bach qui fa riferimento al violone e non al violono grosso. Ma effettivamente a quale strumento si riferisce?
Sebbene nella tradizione inglese e tedesca la corda più grave della viola da Gamba a sei corde fosse accordata un tono più basso (dal D al Re), bach non sembra aver seguito questa pratica nel violone, forse perchè il risultato dei salti al registro più basso poteva essere, nell' esecuzione pratica, troppo rozzo e goffo. Ad un attento esame pare che il 1° concerto ed il 4° richiedano differenti tipi di contrabbasso. Le differenti nomenclature fra il 1° ed il 4°° concerto, potrebbero essere meglio spiegate se partiamo dall' ipotesi che Bacch utilizzi due nomi per indicare, in realtà, tre strumenti.
Infatti la parte di Violono nel concerto n. 4 suggerisce certe fisionomie caratteristiche che alludono ad una parte del contrabbasso. Come parte del ripieno, il violone non suona mai un ruolo indipendente, ma una sorta di parte ridotta della linea del continuo: questo modo di procedere semplifica la parte di violoncello. Bach inoltre tenta di diminuire il carico del violone , scrivendo occasionalmente la sua parte all' ottava superiore. In questo modo , violone e violoncello lavorano all' unisono e ciò non succede solamente quando il violone cambia tessitura così da evitare il C grave. Sebbene Bach non eviti completamente lo spazio di due ottave tra violoncello e violone scrivendo le note del contrabbasso all' ottava grave, questi procedimenti non sono mai estesi a lungo. Molto probabilmente il violone è stato accordato all' altezza del contrabbasso grave in D quando il compositore ha chiaramente evitato il c grave, perchè uno strumento accordato quasi un' ottava sotto il violoncello non avrebbe potuto suonare questa nota. L' uso del violone contrabbasso in D pare plausibile ogni volta che il compositore evitava chiaramente il C grave. Per di più la parte di violone che sale un' ottava reale sopra il violoncello per un esteso passaggio, sta ad indicare l' uso di un violone traspositore che suonva, occasionalmente, all' unisono. Con lo stesso criterio il 5° Concerto come rappresentato nella dedica della partitura, deve essere stato scritto per lo stesso strumento del 4à. Proviamo, invece, a rileggere il 5° concerto, ipotizzando che vi sia stato un errore nella copiatura della partitura. Nel secondo estratto del ritornello completo, il compositore inizia duplicando meccanicamente la linea del violoncello ma poi, nella misura 124, si rende conto del proprio errore e scrive la parte all' ottava superiore. Eppure a ben vedere questa correzione ha senso solo se intesa come uno sfoorzo di evitare il C# grave. Altrove Bach (sempre nel Concerto n. 5) evita che il violone suoni il C# e questa nota, come nel Concerto n. 4, è qualche volta scritta un' ottava più alta. Concludendo, non si tratta di un errore: questa parte del violone assomiglia, nella sua semplificazione e riduzione del continuo, a quella del concerto n. 4 nel quale lo strumento faceva da ripieno. Tale strumento non poteva essere niente altro che il violone in D.
Appare più probabile che, in una precedente versione del concerto n. 5, Bach non avesse intenzione di utilizzare un violone nel registro di 16 piedi. Dall' insieme delle parti, le più delle quali copiate da suo genero Altnikol si ricava che il BWV 1050a richiedeva solo due parti di continuo: cembalo concertato e violone. Non avendo attinenza col successore, questa parte di violone rappresentava la linea del clavicembalo semplificata che non ha fatto alcun tentativo di evitare i registri gravi. In più era scritto costantemente nella stessa ottava del clavicembalo e probabilmente, nella partitura perduta, divideva il rigo più basso con quest' ultimo. Alfred Durr tra gli altri ha creduto che il continuo, in questa versione, consistesse nel violone 16 piedi e clavicembalo, ma sembra un pò strano. Perfino Quantz avvertiva i violoncellisti di non suonare la propria parte un' ottava sotto il tono perchè " la distanza dal violino diventava troppo grande e le note .... perdevano l' incisività e la vivacità che il compositore aveva in mente".
Nella lista degli strumenti che Altnikol ha fatto sulla parte di violone è scritto Cembalo concertato e violone, ma non violoncello. Per di più, sulla copertina del concerto 5 di mano dello stesso Bach del periodo di Cothen, la parola violoncello è scritta in piccolo (forse si tratta di una più tarda aggiunta dell' autore). Questo insieme di parti corrisponde ad una peculiare fase nella storia del concerto 5.
Bach poteva acer scritto un concerto con clavicembalo ed uno strumento di raddoppio ad un' ottava più bassa? In altre parole, senza uno strumento di otto piedi? C'è una spiegazione più probabile: il violone originale, nel BWV 1050, era il tradizionale strumento del raddoppio in G. In questo caso specifico, uno strumento a sei corde, accordato una quarta sotto il ponticello, poteva facilmente suonare tutte le note richieste senza trasporle.
Quest' uso del violone (senza il violoncello) corrisponderebbe ad una più antica tradizione tedesca ed italiana del XVII secolo secondo la quale come unico strumento di raddoppio nel gruppo del continuo, si utilizzava un violone nel registro di 8 piedi.
Questo è ulteriormente confermato dalle testimonianze trovate nel 2 concerto. Qui la parte è scritta in una propria riga sotto quella del violoncello, ma tale parte non corrisponde ai requisiti già visti per il più grande strumento mostrato nel Concerto 4. Nel Concerto 2, il violone è realmente il membro basso della sezione del ripieno. la sua parte non sale sopra il violoncello e non ha alcuna intenzione di evitare il C grave. per di più, in diverse occasioni, insiste ed enfatizza sia l' ottava grave sia il C grave. Una versione precedente del Concerto 2 sopravvive infatti sia in partitura che in un insieme di parti copiate da Penzel intorno al 1750. Anche qui, come nel bWV 1050a, le fonti richiedono, come solo strumento a corde nel continuo, un violone.
In modo simile, la parte di violone non è distinta da quella del cembalo continuo e deve essere stata intesaper lo strumento più piccolo (8 piedi).
In ogni caso, quando Bach progettò la nuova versione del 2 Concerto presumibilmente nel 1721 con differenti parti basse assegnò al violoncello la parte eseguita precedentemente dal violone 8alludendo ancora alla stessa tessitura) e progettò anche una parte ridotta per violone molto più impegnativa di quella del Concerto 5 nella quale enfatizzava il c grave.
Per questa ragione, lo strumento sopravvissuto a tutte le revisioni del Concerto 2 deve essere stato il violone in G.
In altre parole nel suo aggiornamento Bach non ha apparentemente sentito il bisogno di revisionare la parte per un violone nella tessitura dei 16 piedi.
Sebbene nel Concerto 6 il violone non occupi un rigo proprio, due sorprendenti passaggi ci fanno capire che Bach usava uno strumento nel registro di otto piedi. Nel primo movimento, il violone (insieme al clavicembalo) è scritto o alla tessitura reale con la parte del violoncello concertato o all' ottava più grave.
Per di più non vi sono esempi in cui il violone salga sopra il violoncello.
Alle misure 56/58 per poco tempo due ottave separano il violoncello dal violone che, se fosse stato un contrabbasso, avrebbe creato una distanza improbabile di tre ottave. Infine l' ultimo movimento del Concerto 6 termina con una cadenza in B bemolle grave, nota che nessun violone traspositore, incluso il violone grosso, potrebbe aver suonato, ma anche il violone in G avrebbe facilmente eseguito.
Un segno rivelatore dell' utilizzo dello strumento più piccolo fa qui la sua comparsa: un passaggio scritto all' ottava reale che certamente doveva essere eseguito nella maniera in cui era scritto. Nel secondo movimento sembra che il violone fosse in tacet e che solo il clavicembalo continuasse ad accompagnare, seguendo l' esempio del movimento lento del Concerto 2 (in entrambi i casi la partitura di Bach non è chiara). Questa mancanza del violone ha senso solo perchè le due linee del basso potevano interferire tra loro se suonate da due strumenti a corda ma anche perchè, insieme alla viola da gamba, il violone è ripieno e ritorna solo nei movimenti conclusivi concertati. Allo stesso tempo i principi decorativi dell' orchestrazione che sottolineano l' uso del violone 8 piedi, rimangono gli stessi. Laddove la maggior parte del movimento basso in due parti gironzola intorno all' unisono, in un esteso passaggio a solo alle misure 44-52, le due parti si allontanano di un' ottava reale e poi a m. 33 si muovono perfino ad una distanza di due ottave scritte. Nel Concerto 3, la parte di violone, condivisa con il clavicembalo, è più ambigua. Per prima cosa, la parte orchestrata della sezione dei bassi consiste in tre violoncelli concertati. La funzione generale della parte del violone è quella del violoncello ridotta anche se, occasionalmente, suona una parte indipendente, mentre quest' ultimo riposa. Nonostante ciò non si incontrano indicazioni di un violone piccolo. L' insieme delle parti copiate da Penzel nel 1755 riflette la versione del 3° concerto che non è arrivata ai nostri giorni. Una parte è etichettata violono grosso anche se può sembrare una parte più tarda di terzo violoncello. A dispetto della confusione nella trasmissione delle fonti, sembra che un esemplare per violono grosso possa essere esistito in una precedente versione. Questo potrebbe spiegare le frequenti note gravi nella più tarda parte per violone, come nel Concerto 1.

In sintesi, nei Concerti Brandeburghesi, Bach utilizza il termine violone per indicare TRE differenti strumenti. Il primo, il c.d. Violono Grosso, strumento nella tessitura dei sedici piedi con il C grave che Bach usa nel concerto 1 e tre. Il secondo uno strumento contrabbasso a sei corde con il Re grave, che bach utilizza nel concerto 4 e 5. Il terzo il violone in C rintracciabile ne Concerto 2 e 6 e in una prima versione del 5.

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